Interessante
proposta di riuso di aree ad alta sensibilità ambientale
Approvata una variante
agli strumenti urbanistici vigenti, in Comune di Varsi (Pr), che apre
nuove prospettive di uso bio-ecocompatibile per territori caratterizzati
da marcata instabilità idrogeologica.
Tra le molteplici iniziative in corso nel nostro Paese, aventi per tema
il vivere sostenibile, particolare interesse desta una recente proposta
di resort, allo studio sulle pendici del Barigazzo-Pizzo d’Oca (in
territorio di Varsi e parzialmente di Bardi - Parma -), centrato sul
benessere energetico dell’individuo e su protocolli di meditazione volti
alla riscoperta delle potenzialità insite nel sé
Il tutto in un contesto
di immersione in una natura, sicuramente antropizzata, ma ancora di
grande fascino e suggestione, quale quella dell’Appennino
tosco-emiliano.
Le aree coinvolte nel progetto ( proponente Neolis®
s.r.l. ), collocate in affaccio diretto sul scenografico
bastione del Castello di Bardi, sono attraversate da movimenti franosi,
in un generale quadro di fragilità idrogeologica del comparto, che
conferisce ulteriore valore a un’ipotesi, pur rispettosa
dell’ambiente, di sviluppo di territori di mezza montagna
altrimenti destinati all’abbandono.
Ed è soprattutto questo l’aspetto di rilievo di un progetto che ha
visto, nel necessario iter di variante ai vigenti strumenti urbanistici
e territoriali, l’attenzione degli enti di verifica e tutela, Comune e
Provincia in primis, ma anche Arpa, Asl, Comunità montana, ecc., per una
proposta in grado di valorizzare gli elementi di pregio del territorio,
facendoli entrare sinergicamente in relazione con lo spirito
dell’iniziativa imprenditoriale avanzata. Siamo, infatti, spesso
abituati a concepire i vincoli posti a protezione di aree sensibili come
divieti assoluti, che se, da un lato, ne evitano la compromissione,
dall’altro, inibendone l’uso, “pesano” su zone sovente già interessate
da calo demografico, invecchiamento della popolazione, movimenti
migratori e altre forme di impoverimento del territorio e della sua
cultura.
Sperimentare nuove e intelligenti funzioni, con cui rivitalizzare aree
povere di risorse, che non siano la sola bellezza proprio del loro
relativo isolamento, costituisce per il nostro Paese, un sicuro
obiettivo prioritario per il futuro. A maggior ragione ora, in cui non
sembra ragionevolmente ipotizzabile pensare più di tanto, negli anni a
venire, un trasferimento di finanze pubbliche in favore di siti non più
centrali nelle dinamiche di sviluppo economiche e produttive e,
pertanto, con corto respiro di bilancio.